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Gli “Angeli Matti” del Mugello

Posted on: October 15th, 2012 by admin No Comments

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L’Associazione “Appennino toscano – Vignaioli di Pinot nero” si è costituita nel 2011, dopo due anni di frequentazione e scoperta reciproca. “Un’avventura  sconvolgente, per ciascuno di noi
– ha dichiarato il presidente Vincenzo Tommasi – scoprire di non essere stati i soli, folli, ad aver piantato un vitigno magico ma difficilissimo in un ambiente montano e inusuale. Quattro i “distretti”: Garfagnana, Lunigiana, Mugello e Casentino, quattro conche intermontane, quattro vallate appenniniche, con spiccata individualità, con nomi geografici propri che le caratterizzano e che mai avevano conosciuto, prima d’ora, un progetto che le unisse”.

Nove vignaioli che hanno provato a spiegare cosa vuol dire coltivare Pinot Nero in ambienti montani e che vogliono anche far capire che esiste un territorio fortemente e propriamente toscano ma diverso da quelli universalmente conosciuti al mondo: Chianti, Montalcino, Maremma, Bolgheri, Carmignano, Montepulciano, Cortona.

“Vivere la montagna vuoi dire soffrire autentici disagi come il clima rigido, lo scetticismo che aleggia sull’operato di chi azzarda cose nuove, l’arretratezza economica dei comprensori, un indiscutibile isolamento fisico – ha continuato Vincenzo Tommasi -. Ma la montagna è anche bellezza, di paesi e di paesaggi, cultura e coltura ostinatamente difesa, tradizioni autentiche. L’Appennino è una pieve romanica, semplice e isolata, che racchiude un trittico del duecento, oppure un castello arroccato o un dirupo che si scorge da un angolo delle nostre vigne, ma è anche un susseguirsi scosceso di terrazzi che solo l’amore di un viticoltore può oramai mantenere, oppure un “…greppe dove risuona, tra gli alberi, un’usata e semplice tramontana…”.

Da questo territorio indiscutibilmente diverso e oggettivamente più freddo dell’altra Toscana del vino, proviene il Pinot nero che è stato presentato in anteprima e per la prima volta alla stampa qualificata.

L’incontro si è tenuto a Borgo San Lorenzo (nelle vicinanze di Barberino del Mugello), nello storico Palazzo Pecori Giraldi, alla presenza di 8 produttori di Pinot Nero dell’Appennino toscano con un convegno dal temaEccopinò e con la degustazione di 9 Pinot Nero provenienti dalle quattro zone sopra citate.

La prolusione è stata tenuta da Vincenzo Tommasi e dal sindaco Bassetti e poi la parola è stata passata ad un grandissimo personaggio dell’enologia mondiale: Burton Anderson, americano italianizzato in Firenze, autore di numerose pubblicazioni in Italia e in USA.

Nove i vini degustati di otto aziende e presentati dai titolari (in rigoroso ordine di presentazione): Licciana Nardi (Lunigiana) Podere Còncori e Macea (Garfagnana), Podere Fortuna, Il Rio, Terre di Giotto, Fattoria Il Lago (Mugello) e Podere della Civettaja (Casentino) e tutti dell’annata 2009.

Cosa dire alla fine di questi vini? Di certo non sono i migliori e di strada ne debbono fare, ma la scherzosa definizione di  “Gevrey Casentin” la dice lunga sulle speranze che i produttori hanno riposto nella presentazione.

La degustazione:

Ora entriamo nel merito della degustazione che ne è seguita. Questi i vini, tutti Pinot Nero, con relativi punteggi e note degustative:
Melampo 2009 – 88/100 – www.casteldelpianolunigiana.it
rosso rubino; naso fine ed elegante, vinoso intenso, finale speziato. In bocca si presenta sapido, con giusta acidità, tannini lineari e senza spigoli; retrogusto pepato con sentori ammandorlati.
Pinot Noir 2009 – 87/100 – www.podereconcori.com
rosso rubino carico; naso intenso di frutta matura con speziatura vanigliata; bocca calda, armonica, di spessore, con tannini ancora ruvidi. Bella la lunghezza finale.
Macea 2009 – 84/100 – www.macea.it
rosso rubino verso il cupo; naso intenso di frutta di sottobosco (ribes, more, fragoline, mirtilli), speziato di china; in bocca è acidulo, grasso, con bella freschezza ma si avvertono note di volatile che disturbano il naso e la bocca.
Fortuni 2009 – 93/100 – www.poderefortuna.com
rosso rubino chiaro tipico del pinot nero; partenza al naso un pò chiuso; al riassaggio si apre elegante, intenso, vinoso, con glicine e iris, poi a seguire frutta piccola e lamponi. In bocca è fresco, acidulo, sapido, con tannini morbidi e suadenti. Un bel campione di vero pinot nero.
Coldaia 2009 – 88/100 (sempre di Podere Fortuna)
rosso rubino carico; naso penalizzato da sentori di legno (boisé) e speziato; in bocca è caldo, potente, con tannini non levigati e finale di buona lunghezza, con note minerali.
Ventisei 2009 – 91/100 – www.ilriocerrini.it
rosso rubino chiaro di vero pinot nero; naso fine ed elegante, con bei profumi di violetta e di lamponi; in bocca è piacevole, fresco, lineare con tannini morbidi e tanta bella vinosità che si allunga nel retro gola con frutta e spezie dolci.
Gattaia 2009 – 89/100 www.biologicodinamico.it
colore rosso rubino intenso; naso di impatto speziato, confettura di frutta rossa, chiodi di garofano e cannella. In bocca è caldo, potente, grasso, di buon equilibrio tannico e piacevolmente lungo con pepe verde finale.
Il Lago 2009 – 89/100 – www.fattoriaillago.com
rosso rubino chiaro; naso di impatto floreale (violetta) e poi fruttato di lampone e amarene, fragoline di bosco e mirtilli, con note finali leggermente speziate. In bocca ha buon attacco acido, tannini delicati ed equilibrati, piacevolezza vellutata, di bella vinosità e lunga permanenza nel retrogola.
Podere Civettaja 2009 – 90/100 – www.civettaia.it
rosso rubino chiaro/carico; naso elegante con sentori tipici del pinot nero: fragola, lampone con finale speziato di anice stellato, china e un po’ di verde di alloro; in bocca è fresco, equilibrato, tannini ancora presenti un pò ruvidi; il retrogusto è lungo con presenza minerale e mandorla.

Cosa dire alla fine di questi vini? Di certo non sono i migliori e di strada ne debbono fare, ma i per i prezzi che chiedono (dagli 8 ai 19 euro) ne valgono proprio la pena.

Vignaioli di Pinot Nero: appennino.toscano@libero.it – www.mugellotoscana.it

Rocco Lettieri

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