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VIGNETI

Nonostante i 500 anni di storia negli ultimi 50 anni i vigneti sono stati prima abbandonati e poi espiantati per far posto alle coltivazioni estensive necessarie agli allevamenti zootecnici.

Quando abbiamo comprato la proprietà nel 1998, abbiamo deciso di riprendere la tradizione vitivinicola del Podere Fortuna e dopo aver studiato per anni le condizioni ambientali con l’aiuto di Andrea Paoletti, noto agronomo ed enologo, abbiamo fatto la scelta di piantare quasi esclusivamente Pinot Nero, il vitigno dei grandi vini rossi della Borgogna. Abbiamo iniziato i reimpianti nel 2001 ed oggi Podere Fortuna ha 31,500 piante di Pinot Nero e 1.500 piante di Chardonnay in due vigneti, Fortuni e Coldaia piantati ad oltre 7.000 ceppi l’ettaro. Fin dall’inizio abbiamo perseguito l’obbiettivo della qualità e le barbatelle sono state scelte da Andrea Paoletti e Pierre Marie Guillaume, il più noto vivaista di Borgogna (selezionatore anche per la Romané –Conti), associando alle diverse zone dei vigneti le varietà clonali e le selezioni massali più adatte al terreno ed all’esposizione. I viaggi in Borgogna e gli incontri con molti produttori della Cote d’Or, oltre a farci entrare nello spirito giusto per rapportarci con questo vitigno così difficile, ci hanno convinto che il luogo dove si ottiene un vino di alta qualità non è la cantina ma il vigneto e che un buon Pinot Nero deve essere sempre lo specchio del terroir e dell’annata.

Di queste convinzioni Andrea Paoletti è stato custode implacabile e ci ha portati ad associare all’obiettivo quotidiano una visione di lungo periodo per lo sviluppo e la salute del vigneto. Per questo non utilizziamo diserbanti né insetticidi ed i trattamenti per il controllo delle malattie fungine, se necessari, vengono effettuati con prodotti a bassissimo impatto. Per la fertilizzazione dei vigneti produciamo autonomamente il compost con le nostre vinacce, il letame delle stalle dei nostri vicini ed i residui delle potature.

Tutta l’energia che ci serve è prodotta da un impianto fotovoltaico e per le esigenze aziendali utilizziamo solo l’acqua purissima (e sempre controllata) del nostro pozzo. Queste scelte di autonomia energetica ed idrica naturalmente non influiscono sulla qualità del vino sono un nostro piccolo contributo alla salute dell’ambiente.